
Nusa Penida: bella da togliere il fiato
27 Marzo 2025
L’ Indonesia offre una miriade di isole, tutte bellissime, ciascuna con la propria identità e tutte capaci di catturare i viaggiatori di tutto il Mondo.
Un'isola, poco distante da Bali, dal fascino potente e una natura aspra. Promontori rocciosi sferzati dalle onde, panorami mozzafiato, sentieri tortuosi per raggiungere spiagge nascoste. Un tempo covo di pirati e sciamani dediti al culto dei "macaling", i demoni dell'Oceano, oggi una meta imperdibile per gli amanti dell'ecoturismo.
E’ un’isola difficile, o si ama o si odia, scomoda, dalla viabilità infernale su strade a tratti al limite della percorribilità. Un angolo di Indonesia, dove la popolazione locale e anche tanti turisti, devono ancora fare un cambio di mentalità e mettere in atto dei comportamenti atti a tutelare l’ambiente circostante: il problema della plastica, che affligge tanti luoghi del Sud Est Asiatico, c’è e non fanno nulla per nasconderlo.
Dopo un primo impatto, che spesso lascia perplessi, si verrà sopraffatti dal fascino selvaggio dell’Isola e dalla gentilezza dei suoi abitanti, ancora stupiti quando vedono così tanti turisti. Fino a una decina di anni fa, Nusa Penida era una meta amata dai viaggiatori “zaino in spalla”. I suoi scorsi instagrammabili, negli ultimi anni, l’hanno resa una destinazione molto ambita per chi è alla ricerca dello scatto perfetto.
Il segno distintivo dell’Isola, sono le scogliere a picco sul mare, sferzate da onde potenti e spesso altissime.
Uno dei massimi esempi della bellezza delle scogliere della zona, è Atuh Beach, una gemma nascosta, nella punta sud dell’Isola. Le acque turchesi sono incorniciate da imponenti falesie bianche contornate da una lussureggiante vegetazione, creando un’immagine da cartolina. Conosciuta come la "spiaggia nascosta", Atuh Beach è un angolo di pace anche a causa della sua difficile accessibilità: più di 200 ripidi gradini per scendere lungo la scogliera, per arrivare in un vero paradiso. In questa parte dell’isola le infrastrutture sono ancora poco sviluppate, lungo la strada si trovano dei venditori locali per prendere qualcosa da bere e qualche snack.
Nel tratto di strada che vi conduce a Atuh Beach, troverete, dopo pochi chilometri da Sampalan, il tempio Pura Giri Putri, di enorme importanza religiosa per tutti gli induisti. La particolarità è che si trova sotto terra. Per entrare c’è un piccolo pertugio tra le rocce, dovrete quasi strisciare per qualche metro, fino ad arrivare a un’enorme caverna che sembra non avere fine. Il pavimento è ricoperto da mosaici a tema floreale dove trovano posto una serie di altari. Procedendo lungo la caverna si apre la zona dedicata alle cerimonie tutta piastrellata di bianco, fino ad arrivare alla fine della caverna, dove un’apertura si affaccia direttamente sulla foresta.
Altro luogo iconico è Kelingking Beach, forse una delle spiagge più fotografate dell’Indonesia. Vista dall’alto è un vero spettacolo per gli occhi, ma per chi non si accontenta di una vista panoramica, via le infradito, indossate un paio di scarpe comodo con una buona suola e si parte per affrontare la ripida discesa lungo la scogliera con un dislivello di 150 metri. La discesa molto ripida dura circa 50 minuti, il percorso è privo di protezioni, altamente sconsigliato a chi soffre di vertigini. Per la risalita dovete considerare almeno il doppio del tempo. Portatevi da bere perché non troverete punti di ristoro. La fatica sarà ripagata da una spiaggia unica nel suo genere, che purtroppo a breve perderà la sua unicità a causa della realizzazione di un ascensore che permetterà l’accesso a tutti.
Altro luogo imperdibile per i più impavidi e per gli amanti del trekking, è la cascata di Peguyangan, nota anche come la "Scala blu del Paradiso". Si trova in una zona nascosta dell’isola, vicino Klungkung. E’ una cascata di acqua dolce che cade nel mare. Raggiungerla è una vera e propria sfida che necessita di ottime condizioni fisiche visto che bisogna percorrere una scalinata incastonata tra la roccia con un dislivello di 171 metri e poi arrampicarsi lungo un sentiero impervio. Il percorso non è in sicurezza quindi, regola che vale in ogni angolo dlel’Isola, prestare la massima attenzione.
Se avete un paio di giorni da trascorrere a Nusa Penida, vi consigliamo di dirigervi a Temeling Beach, sulla costa ovest. La strada che vi porta su questo versante dell’Isola è molto bella con un continuo susseguirsi di colline e piccoli villaggi. Il manto stradale per gli standard di Nusa Penida, non è messo malissimo, gli ultimi due chilometri sono i più impegnativi visto che “la strada” è una striscia di asfalto larga 40 centimetri. Sbandare, specialmente con lo scooter, è facilissimo, se non ve la sentite è meglio farsi accompagnare da un driver. La caratteristica di questa zona sono gli altari votivi che sorgono accanto a una fonte sacra di acqua dolce. Continuando il percorso si arriva alla stupenda spiaggia di sassi, nascosta dalla vegetazione. La zona non è balneabile a causa delle altissime onde e le forti correnti.
Poco più a nordi di Temeling Beach, si trovano i due famosi punti panoramici di Angel Billabong e Broken Beach, la strada sterrata per raggiungerli è veramente dissestata.
Broken Beach è una baia con un arco naturale dove il mare si infrange. Molti turisti per fare la fotografia del secolo, si spingono fino agli scogli, senza curarsi delle onde che possono arrivare anche all’improvviso e purtroppo è capitato, anche di recente, di pagare questa leggerezza con la vita. A poca distanza si trova Angel Billabong, un promontorio dove il mare irrompe in una piscina naturale creando un canale d’acqua. Consigliamo di andarci con l’alta marea.
Nusa Penida offre anche spiagge per chi non ama camminate troppo lunghe e impegnative.
Crystal Bay è forse una delle spiagge più famose dell’isola, la strada per raggiungerla è totalmente asfaltata, una verà rarità per Nusa Penida. La baia è spesso molto affollata perché un ottimo punto per fare snorkeling specialmente tra agosto e novembre quando è possibile avvistare i maestosi Mola Mola. Al centro si trova una roccia ricoperta di vegetazione con un piccolo tempio che è possibile raggiungere a nuoto. Prima di addentravi in acqua per raggiungere il tempio, assicuratevi della corrente, che può essere molto forte. Il mare si calma generalmente verso le 16.00. E’ una delle poche spiagge atrezzate con bar e ristorantini.
Non è molto evidente, ma nella parte sinistra della spiaggia, troverete una scala che vi conduce a un sentiero che in 20 minuti vi porta a Pandan Beach, una piccola baia incontaminata. E’ un luogo perfetto per trascorrere qualche ora al mare in pace e tranquillità.
Altra bella spiaggia è quella di Gamat Bay, forse uno dei punti migliori per lo snorkeling, nonostante l’acqua sia molto più fredda rispetto a Manta Point e Crystal Bay.
Sotto la superficie mare limpido e cristallino, si apre un mondo popolato di pesci colorati, coralli e tartarughe.
Immancabile è una nuotata nelle acque di Manta Point dove è facile incontrare enormi mante.
Nusa Penida si raggiunge comodamente in 30 minuti di barca veloce dal porto di Sanur. Il nostro consiglio è di starci 2/3 giorni per avere modo di visitarla tutta. Per chi ha poco tempo è possibile visitarla parzialmente con escurisoni in giornata sia da Bali sia dalla vicina Nusa Lembongan.
Nusa Penida, un' isola dal fascino particolare, un'isola difficile, non per tutti, ma per i viaggiatori che decideranno di affronate le sue ripide discese, le estenuanti salite, le strade devastate, si aprirà un mondo tutto da scoprire.